(I sec. d.C.)

Poeta latino di età augustea, sono oscure le sue origini e scarse la notizie sulla sua vita. Il suo nome è legato al poema Astronomicon, incompiuto. Dei quattro libri che ne residuano, solo il primo è propriamente astronomico, con riferimenti filosofici sui quattro elementi di Empedocle, mentre il resto dell'opera si concentra sull'astrologia zodiacale e ebbe larga eco sugli studi astrologici medievali.

v. 629 - [...] Rappresentano la Sardegna nel mare Africano con la forma dell'impronta di un piede umano [...]

 

 

 

 
(Como 23/24 - Stabia 79 d.C.)

G. Plinio Secondo, scrittore e naturalista, nacque in una ricca famiglia italica e studiò a Roma. Lontano dalla vita pubblica in età neroniana, coprì incarichi importanti con Vespasiano, e morì durante l'eruzione del Vesuvio, che distrusse Pompei. L'unica opera che ci è pervenuta è la Naturalis Historia, nella seconda edizione curata dal nipote Plinio il Giovane, in 37 libri. Si tratta di una vastissima e documentata enciclopedia, vero compendio delle conoscenze scientifiche dell'antichità, articolata in diverse sezioni: libro I: introduzione, libro II: sull'universo; libri III-VI: geografia, etnografia; VII: antropologia e fisiologia; VIII-XI: zoologia, ; XII-XIX: botanica; XX-XXVII: botanica medica; XVIII-XXXII: zoologia medica; XXXIII-XXXVII: mineralogia. Lo stile è ineguale: a volte strettamente tecnico, a volte retorico, con libertà sintattiche e lessicali

85,7 - Timeo chiamò la Sardegna Sandaliotide per la sua forma di sandalo. Mirsilo la chiamò Ichnussa per la somiglianza con l'orma del piede.

 

 

 
  (86-35 a.C.)

Storico latino, nacque a Amiterno, in Sabina, da una famiglia plebea agiata. Seguì gli studi a Roma, dove fu del partito di Cesare. Dopo la morte di questi si ritirò a vita privata, dedicandosi allo studio a alla stesura delle sue opere: le maggiori, De coniuratione Catilinae, De bello Iugurthino, Historiae, sono indicative anzitutto degli intendimenti morali e della concezione storica dell'autore, che, come in Tucidide, è improntata a uno schietto razionalismo. La visione della realtà distaccata e un pò pessimista si sposa con uno stile vivace e drammatico nella rappresentazione di fatti e personaggi. Brevità ed efficacia sono le caratteristiche dello stile sallustiano, ottenute anche con artifici sintattici. Nella lingua preferì le forme arcaicizzanti, anche per esaltare il mos maiorum, così decaduto nella sua epoca.

 
 
Fr. 2 - la Sardegna, situata nel mare Africo ha la forma di un piede umano, e si protende più a Oriente che a Occidente [...]

Fr. 3 - [...] Ichnussa [...].

Fr. 4 - [...] Sardo , generato da Eracle , partì dalla Libia per la Sardegna [...] e dal suo nome assegnò la denominazione all'isola.fr. 7 - [...] Aristeo , dacché il figlio Atteone venne dilaniato dai cani, per consiglio della madre abbandonò Tebe e raggiunse l'isola di Creta sino a quei primi tempi priva di uomini. Poi, lasciata anche quest'isola, passò in Sardegna con Dedalo . [...]

fr. 7 - [...] Dedalo, partito dalla Sicilia dove si era rifugiato per sfuggire l'ira e la strapotenza di Minosse

fr. 8 - [...] Figlio di Apollo e di Cirene

fr. 9 - [...] di Gerione [...]

fr. 10 - [...] In quel tempo una causa delle invasioni era la navigazione

fr. 11 - [...] dopo la guerra di Troia Capys raggiunse la Campania, Eleno la Macedonia, altri la Sardegna,

fr. 11 - [...] o ad Iolao [...] incertezza della tra[dizione] [...] o indizio di popolazione straniera. I Corsi ritengono i Bálari profughi Palantei, altri Numidi, altri ancora Ispani provenienti dall'esercito cartaginese.
Sono una gente di animo mutevole, malfida pertimore degli alleati, scuri di vesti, acconciatura e barba [...]

 
 

 

 

Silio Italico
 
  (25-101 d.C.)

Poeta epico nato in Campania. Uomo colto e raffinato, vide incrinata la sua fama dall'accusa di essere un delatore. Da Vespasiano ebbe nel 77, il proconsolato d'Asia, e, ritiratosi a vita privata, scrisse a partire dall' 88 la sua unica opera, Punicorum Libri XVIII, conosciuto come Punica, che copre gli anni 219-202 a.C. Silio Italico si rifà, oltre che a Nevio, Ennio, Catone, Tito Livio e Timeo, soprattutto a Virgilio, di cui cerca di ricreare lo stile riuscendo però solo raramente ad evocare la forza e il pathos della pagine virgiliane.

 
 
355 - [...] L'isola di Sardegna sorge dal mare sonante che la cinge attorno, e stende le sue terre stretta dal mare per lungo, a somiglianza del piede. Perciò i Greci la chiamarono per primi Ichnussa;

360 - poi Sardo figlio di Ercole le cambiò il nome dandole il suo. Quivi, dopo la caduta di Troia, gettati dal mare, numerosi Teucri posero la loro abitazione; e Iolao, approdandovi con i suoi Tespiadi le crebbe onore. Inoltre è fama che quando Atteone, tutto ferito, pagò il fio di aver mirato Dyana

365 - al fonte, suo padre Aristeo, fuor di mente per il nuovo delitto, corresse le vie del mare e nelle acque di Sardegna conoscesse

370 - le ignote spiagge di Cirene sua madre. [...]

 
 

 

 

 
  (III-IV sec. d.C.)

Attraverso lo studio delle opere di Plinio il Vecchio e di Pomponio Mela raccolse un gran numero di notizie di Geografia e scienze naturali. La sua raccolta Collectanea rerum memorabilium fu spesso ricordata dagli studiosi più per i suoi pregi scientifici che letterari.

 
 
4,1 - La Sardegna, che presso Timeo leggiamo che si chiama Sandaliotin, ed Ichnussa presso Sallustio Crispo, è abbastanza noto in quale mare sia ubicata e quale stirpe di abitatori abbia.
Non importa dunque narrare come
Sardo , nato da Ercole , Norace da Mercurio, I'uno dall'Africa e l'altro da Tartesso della Spagna, arrivassero sino a quest'isola, e da Sardo abbia preso nome la regione, e da Norace la città di i Nora [...].

1 - Anche la Sardegna, che presso Timeo leggiamo che si chiamava Sandaliotin' ed Ichnussa presso Crispo Sallustio, è abbastanza noto in quale mare sia ubicata e quali stirpi di abitatori essa abbia.
Non importa dunque narrare come Sardo, nato da Ercole, Norace da Mercurio, l'uno dall'Africa e l'altro da Tartesso della Spagna, arrivassero sino a quest'isola, e da Sardo si sia denominata la regione, e da Norace la città di

2 - Nora; e che più tardi Aristeo , nel periodo in cui governava, una t contrada vicina a questi, cioè nella città di Karalis che egli stesso aveva fondato, dopo aver fuso insieme il sangue dell'uno e dell'altro popolo, avesse unificato il costume di vita di genti sino a lui pervenute senza alcuna unione, e che per la loro fierezza rifiutavano ogni autorità [...]

61 - Ificle generò Iolao il quale venne in Sardegna, e avendo ottenuto con lusinghe che gli animi divisi degli abitanti giungessero alla concordia, edificò Olbia ed altre città greche.
Gli Iolensi, che presero il nome da lui, aggiunsero un tempio al suo sepolcro perché, avendo imitato il valore dello zio paterno Ercole, aveva liberato la Sardegna da moltissimi mali. [...]

 
 

 

 

 
  (IV sec. .d.c.)

Nato a Alessandria, fu a Roma dal 395. Godette della protezione di Stilicone, potente generale dell'imperatore Onorio. Famoso per il De bello Gothico, si dedicò anche all'epica mitologica e pagana in un'epoca in cui la letteratura classica era ormai al tramonto di fronte agli scrittori cristiani.

 
 
v.507 - [...] SI presenta ora una grade isola dall'immagine di una pianta di piede (i primi coloni la chiamarono Sardegna)[...]
 
 

 

 

 
  (Friuli 720-Montecassino 799)

Nato da nobile famiglia longobarda, venne educato alla corte di Pavia sotto la guida di Flaiano e divenne monaco a Montecassino. Dopo il 782 fu alla corte di Carlo Magno, ad Acquisgrana. Le sue opere maggiori furono la Historia Romana e soprattutto la Historia Longobardorum, dalle origini a Liutprando. Il materiale documentario che Paolo Diacono ebbe a disposizione fu ben scarso, per cui si basò su leggende epiche, le opere di Gregorio Magno, il Liber Pontificalis, Isidoro da Siviglia etc. Spirito profondamente religioso, fu tenacemente fedele alla cultura tradizionale.

22 - [...] Entrambe (le isole di Corsica e Sardegna) sono circondate dal Tirreno e presero nome, la Corsica da un suo capitano, Corso; la Sardegna da Sardi, figlio di Ercole

 
 

 

 

 
  (560-636)

Dottore della Chiesa. Nato a Cartagena da famiglia romana, successe nel 601 al fratello Leandro nella sede vescovile di Siviglia. Presiedette il IV concilio di Toledo nell'ambito del quale redasse una rigorosa formula di fede trinitaria e cristologica. La sua opera, di carattere enciclopedico, ebbe grande importanza soprattutto nel medioevo come documento e fonte della tradizione culturale classica. Oltre all'Originum sive Etymologiarum libri XX, in cui, nel libro XV, viene citata la Sardegna, compose opere di vario argomento come il De natura rerum, De ordine creaturarum, Sententiae, Historia Gothorum nonchè testi esegetici sull'Antico e Nuovo Testamento.

 
 
c. 39 - [...] Sardo, generato da Ercole [...] occupò la Sardegna, e dal proprio nome di Sardo egli attribui la denominazione all'isola.
Quest'isola è situata nel mare Africano con una forma di pianta di piede umano [...]. Per questo fatto prima che si fosse dato inizio ai traffici commerciali sui mari, dai naviganti greci venne chiamata Ichnos. [...]